La professoressa
Gli è che ho questa doppia vita. Una vita spaccata a metà come le due parti di una pesca, in cui ogni semisfera, perfettamente divisa dalla depressione centrale, è ugualmente dolce , ugualmente bombata e credibile.
Insegnante di matematica, irreprensibile e asciutta di giorno, mi trasformo di notte in una donna alga, sensibile ad ogni più piccola emozione o sentimento. Allorquando, terminata una cena frugale, e riordinate tutte le stoviglie, mi lavo i denti e poi mi spoglio del vestito severo del giorno - un tailleur, per lo più - ecco che mi svelo e mi avvolgo poi nella vestaglia rosa cipria, con il cordoncino dorato, infilo le pantofoline in tinta con il bordo di piume di struzzo, mi profumo con la mia essenza preferita, con note fiorite di giglio, miste a muschio bianco, e mi pettino i capelli, ancora belli. E' lì, nel mio bagno, che avviene. Di fronte allo specchio perdo ogni razionalità, lo sguardo si ammorbidisce, il corpo si fa languido e anche la luce mi trasforma, mi sfuma gentile e mi illumina di dolcezza.
Di solito a questo punto vado in sala, metto un bel CD, con una musica nostalgica e mi accomodo nella poltrona gigante con un bel libro.... E su quei libri vivo milioni di vite non mie. Scopro tradimenti, assimilo verità, studio bellezze e infinite lezioni di vita. Ho una predilezione per ogni forma di scrittura appassionata, come quella di Stendhal ma non disdegno certi scrittori latini che tratteggiano storie dai sentimenti barocchi, come Marquez, o scrittori visionari come Bulgakov, o limpidi come Kundera e comunque di tutto assaggio e molto gusto. Una sola volta non ho potuto finire un libro, e per questo l'ho odiato tanto che l'ho dovuto buttare. "Le età di Lulù" si chiamava. C'era dentro un dolore e un odio che con il sesso aveva poco a che fare.Mi fece rabbia o forse non lo capii. Lo dovetti distruggere.
Quando ero ancora una ragazza, poi, una volta che ero in difficoltà i libri mi salvarono addirittura la vita. Li vendetti tutti ad un Remender e ci feci abbastanza soldi da viverci quindici giorni. Fu un grosso sacrificio però , avevo centinaia e centinaia di libri. E qualcuno lo salvai comunque ( Pian della Tortilla, La Collina dei Conigli, La prima moglie Rebecca, Delitto e Castigo....) Comunque la mia doppia vita certo è un vizio, ne sono consapevole, e come tutti i vizi mi costringe a mentire. Innumerevoli volte in questi anni sono stata invitata da qualche amica, desiderosa di sistemarmi con un qualche suo conoscente, ad uscire la sera, per un cinema, una pizza, un concerto. Io ho declinato sempre, e inventato molte scuse, anche a costo di sembrare scortese. Non esco la sera. Come potrei? La notte mi vede esposta e languida, abitante di tutti i sentimenti negati al giorno. Come fossi il Mr. Hide del Dott. Jakill appunto.....
(gia postato su cronotachigrafo)






