domenica, 24 febbraio 2008
E' una violenza cieca e terribile quella che ti costringe e non ti dice nulla, non spiega cosa succederà dopo, ti tratta come una cosa. Ti annulla.
Nel sottoscala manca l'aria, il caldo è terribile. Siamo una cosa sola, io e i miei figli, ammassati l'uno sull'altra. Li stringo forte. Paolo frigna, Marco non ha voce.
- Shhh, fatemi sentire cosa dicono... -
- Chi sono, mamma? Cosa vogliono ? -
Parliamo sottovoce. Trattengo persino il respiro.
- Shh, non lo so. Se ci hanno chiusi qui dentro probabilmente non vogliono farci del male. -
- Magari sono dei ladri.. - ipotizza Marco
Continuiamo a sussurrare tra noi per molto tempo, mentre ascoltiamo i rumori che provengono da fuori. Non riesco a pensare a nulla, ma tutti i miei cinque sensi sono allertati, mi sembra di essere una molla trattenuta. Aguzzo le orecchie e sento la porta di casa che sbatte. Mi pare di intuire anche un rumore continuo, come di qualcosa che strisci sul pavimento. Dopo, per molto tempo, un via vai di passi. Poi ancora il rumore della porta che si chiude. Alla fine non sentiamo più nulla.
- Forse se ne sono andati - sibilo in un soffio.
- E noi? come usciamo di qui? - fa, pratico, Marco.
Paolo comincia a sbattersi contro la porta, di legno che chiude il sottoscala.
- Aiuto.... apriteci... -
- E' inutile, non ci sente nessuno, stai buono, per favore - cerco di calmarlo.
- Aspettiamo che arrivi papà. Poichè non l'avevo ancora avvisato che oggi sareste rimasti a casa, alle 12,30 andrà a scuola a prendervi. E non vedendovi all'uscita , probabilmente verrà qui a cercarvi...-
- Sì ma che ore sono adesso? - Chiede Paolo, ansioso.
Saperlo ! Anche ad avere la luce manca un oggetto fondamentale: l'orologio...
CRONOTACHIGRAFO alle 17:48 in:
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venerdì, 22 febbraio 2008
Naturalmente parla inglese. Lo capisco bene, ma la mia pronuncia lascia un po' a desiderare. Mi dice che è in vacanza in Italia e ha affittato una villetta qui vicino per tutto il mese. Mi chiede se posso aiutarlo ad accendere la caldaia, facendogli vedere come funziona la mia. E' molto formale, educato, gentilissimo.
Mai far entrare in casa un estraneo. Mai. Questo ho insegnato ai miei figli, ma naturalmente io faccio tutto il contrario. Sarà che mi convincono i suoi modi cortesi, sarà che è proprio bello.
Lo precedo in cucina, dove Marco imperterrito continua a mangiare pane e marmellata, e gli mostro la caldaietta vicino alla finestra. E' mentre schiaccio il bottoncino per mostrargli come avviare la fiamma pilota che lui mi abbraccia.
Cioè, non proprio. In realtà mi blocca le braccia. Dietro di lui sono entrati altri uomini. In un attimo ci immobilizzano tutti e tre. Non ho mai avuto tanta paura in vita mia. Finiamo chiusi a chiave nel sottoscala, io e i bambini. Al buio.
CRONOTACHIGRAFO alle 20:41 in:
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lunedì, 18 febbraio 2008
Quando non ti svegli per tempo al mattino è controproducente crucciarsene, così come quando sei certo di aver fatto un errore nel compito in classe che hai appena consegnato alla prof. oppure quando sei sopra un autobus che certamente arriverà in ritardo. Ormai il danno è fatto, tanto vale non sprecare tempo ed energie recriminando.
Ecco perché il latte, caldo al punto giusto, fuma nelle tazze. Io imburro delle belle fette di pane, Marco si occupa della marmellata di ciliege che stende con metodo e spessore uniforme, Paolo preferisce quella di albicocche e ne fa larghi strati aranciati che sbordano talvolta e lo costringono a leccarsi le dita appiccicose.
Nessuno di noi, svegli da poco e quindi spettinati, scalzi e ancora in pigiama si immagina cosa stia per succedere. Nessuno potrebbe essere più ignaro e inconsapevole di noi tre, tutti presi a spalmare marmellata. Poi suona il campanello.
"Chi può essere?" non faccio in tempo a chiedere che Paolo si fionda verso la porta con lo slancio di un pellegrino che veda un'oasi sul limitare del deserto, dopo un viaggio di molti giorni e molte notti. - " Fermati" riesco a gridargli dietro " Ma dove vai, resta qui, apro io" ribadisco in rapida, quanto inutile successione.
Di fatto apriamo in due. Io dietro e lui appiccicato tra me e la porta. Ma non dico nulla, non chiedo neanche "chi è?", perché lo vedo subito chi è : è l'uomo più bello che abbia mai visto.
Forse è anche l'uomo più bello del mondo, che ha deciso che proprio oggi doveva passare di qui, per questo piccolo paesino di mare e non poteva fare a meno di fermarsi davanti al cancello di una villetta isolata, con l'intonaco un po' scrostato per suonare al campanello e guardare per la prima e forse l'unica volta negli occhi, color cioccolata, di una trentanovenne quasi divorziata, con un bambino tra le gambe e le mani profumate di marmellata...
CRONOTACHIGRAFO alle 16:59 in:
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sabato, 16 febbraio 2008
E' mentre dormo più profondamente che una parte di me improvvisamente interviene e sveglia l'altra, quella che passeggia indisturbata per boschi e montagne, quella che vola e sogna. Allora mi alzo, rabbrividisco nella camicia da notte e vado alla finestra. Sbircio fuori tra le lamelle delle persiane. Non è che veda un granchè. E tutto buio e silenzioso fuori. Ma non posso fare a meno di pensare che un giorno attraverso quel vetro potrei trovarmi a fissare occhi stranieri. Così ogni notte controllo.
Quando torno a letto lo trovo gelato e solitario. Il sonno mi ha lasciato.
E comunque a furia di risvegli notturni mi sento uno straccio il giorno dopo. Tanto che dopo diverse notti di questa solfa, stamattina non mi sono svegliata affatto.
-"Mamma, mamma, sei morta?"- Apro un occhio e vedo Paolo. Incombe su di me, mi scuote. Non sembra spaventato, piuttosto ha la curiosità, scevra di sentimenti di uno scienziato che studia un qualche fenomeno naturale.
- "Vedi, te lo dicevo"- gli dice Marco, appoggiato allo stipite della porta della camera "Non è morta, dorme."
-"Brutti, che ore sono?" - Li chiamo brutti quando sono in vena di tenerezze. In realtà sono bellissimi... - "Le 8,30, mamma" Sospiro, metto in moto le poche rotelline funzionanti : "Ok, oggi festa per tutti"
" YEAAA !!! " è l'entusiastica risposta. Così è deciso!
CRONOTACHIGRAFO alle 09:23 in:
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mercoledì, 13 febbraio 2008
- Gli aggiornamenti si susseguono incessantemente...- Il telefono assorbe e risucchia le mie parole, restituendomi il suono dolce della voce materna. - Ho seguito anch'io tutti i telegiornali. - Mi informa - Ma non posso fare a meno di essere terribilmente preoccupata per voi. So che spesso quando l'acqua si ritira, poi sulla costa dove si è verificato tale fenomeno si abbatte un'onda anomala. E se stesse per arrivare uno tsunami? Inoltre vivete così isolati, in quel paesino dimenticato da Dio... Ti prego, fai una valigia e vieni da me per qualche tempo con i bambini. -
Mia madre è una donnina curva, tutta bianca di capelli, con le mani sottili che lasciano intravedere una fitta ragnatela di vene violette. Una vecchina, insomma, ma quando mi parla, sono ancora e sempre la sua bambina...
-Non preoccuparti, mamma. Non potrei certo venire via all'improvviso, non ho nemmeno più giorni di ferie. Ma sicuramente non rischiamo danni per un eccesso d'acqua. Da quello che ho capito è proprio l'opposto: l'acqua sparisce, sui fondali marini in qualche fossa che ha spaccato la crosta terrestre, e il fenomeno è di così grande portata e così repentino che nemmeno il naturale ricambio d'acqua che avviene con l'Oceano Atlantico a livello dello Stretto di Gibilterra è sufficiente a ripristinare il livello del mare. Un po' come quando ad un lavandino colmo d'acqua si toglie il tappo. Non basta l'acqua che continua a scendere dal rubinetto. Dopo un po' si svuoterà completamente.
Riguardo al fatto poi che non abitamo in una grande città, credimi, mamma, è meglio così. In questi giorni nelle località turistiche più famose è tutto un via vai di furgoncini pieni di antenne satellitari, di giornalisti, di esperti e di curiosi. Questo, almeno ce lo siamo risparmiato.-
Ho parato l'angoscia materna, ma non sono affatto tranquilla neanche io. Quando cala la sera controllo di aver chiuso per bene il cancello in giardino, serro tutte le imposte, do una doppia mandata di chiave alla porta di casa e tiro anche il chiavistello. Mi pare di aspettare che succeda qualcosa, mi pare che tutto questo stranissimo fenomeno possa essere il preludio di qualcosa di peggio.
Stamane ho di nuovo costeggiato la spiaggia facendo la solita strada. Ormai non si vede più il mare. Mi è parso che da quella terra, strappata all'acqua potesse arrivare "qualcosa".
Da qualche giorno poi, non dormo più bene la notte.
CRONOTACHIGRAFO alle 18:43 in:
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martedì, 12 febbraio 2008
Succede che, a volte, ci sbatti la faccia. Succede che, talvolta, accade qualcosa per cui non sei pronto.Mi è già successo, per questo ora vorrei non sapere più nulla ...
- Mamma, mamma ... - Chiama Paolo, dalla camera da letto in cima alle scale - non so che vestiti mettere!
Mi approssimo alla scala :- Vanno bene quelli di ieri, che hai sulla sedia... - grido all'indirizzo di mio figlio, poi abbasso lo sguardo sul mio piede destro, nudo e arrossato per il freddo, - le scarpe, no - proseguo ... quelle le devi cambiare ... - finisco per dire sottovoce.
Purtroppo non è sempre possibile ignorare qualcosa che non si vuole vedere... In ufficio non si parla d'altro : l'incredibile calo del livello del mare. Ne parlano i colleghi, ne parlano gli assistenti, ne parla il dirigente di primo livello, ne parla il postino che porta in ufficio le raccomandate. Ne parla anche il telegiornale sul due - "... assistiamo ad uno sconvolgimento dell'ambiente naturale assolutamente imprevedibile e drammaticamente repentino. Il livello del mare Mediterraneo sta calando ad un ritmo medio di 10 centimetri al giorno. Il fenomeno della bassa marea è maggiormente visibile lungo le coste dove il fondale marino è poco profondo ed ha un andamento che degrada lentamente, ma i rilevamenti effettuati dimostrano che sta avvenendo lungo tutte le coste italiane. Mentre parliamo è in corso una riunione tra i vertici responsabili della Protezione Civile per cercare di capire l'origine del fenomeno e prevenirne le possibili conseguenze...." -
Impossibile fingere di non sapere... impossibile fingere che sia tutto normale.
CRONOTACHIGRAFO alle 15:14 in:
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domenica, 10 febbraio 2008
Quando arriva un nuovo giorno mi sveglio di nuovo, mi ritrovo piano piano e poi mi alzo. Arranco verso la finestra chiusa, giro la maniglia, apro i vetri e con il consueto gesto largo spalanco le persiane. Poi mi ritiro infreddolita. Tutto normale.
Eppure qualcosa mi disturba. Torno alla finestra e guardo ancora fuori. Non credo ai miei occhi... Il mare sembra lontanissimo, si confonde ancora con il cielo lungo la linea infinita dell'orizzonte, c'è, ma non è come dovrebbe
Allora mi prende una smania di andare a vedere. Sul pigiama infilo una vestaglia, sulla vestaglia il giubbotto imbottito di Marco. Sui piedi, senza calze, infilo, senza nemmeno slacciarli gli scarponi di Paolo. Guardo l'orologio: le 6,30. A quest'ora fuori non c'è nessuno.
Esco, cercando di non fare rumore. Accosto la porta di casa dietro di me, attraverso il vialetto ed esco dal cancello di casa. Fa un freddo! Mi fermo, guardo il mare e sospiro. Incredibile! Così attraverso la strada deserta, scavalco il muretto con un piccolo salto ed atterro sulla sabbia umida e fredda.
A grandi passi mi dirigo verso il mare. La spiaggia si è enormemente allungata. La percorro per un chilometro, voglio vedere dove inizia l'acqua. Cammino, cammino e intorno c'è solo la sabbia che degrada, fa una conca e poi risale. Quando penso di essere quasi arrivata mi devo fermare. Il piede destro è affondato nella sabbia imbevuta d'acqua.
Cerco di tirarlo su, ma sento che cede anche l'altro. Mi spavento. Sono sopra una zona dove l'acqua si è ritirata , ma che non è ancora abbastanza solida per sostenermi. In qualche modo mi sgancio, perdo la scarpa destra, ma scappo verso la terra solida, lasciando una scia di orme che si riempiono d'acqua...
Quando riparo dietro la porta di casa sono un bagno di sudore, sotto il giubbotto. Eppure sono un pezzo di ghiaccio. Ma che sta succedendo?
attiminvolo alle 19:58 in:
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sabato, 09 febbraio 2008
Casa, profumo delle mie cose, gazzarra di bambini, riparo dal mondo fuori. La porta me la apre mio marito, ex, o qualunque cosa sia.
- Ciao.- Mi dice. - Marco ha una nota sul diario, devi andare a parlare con la prof. di Matematica. Sembra che non faccia i compiti! - E poi infilandosi il cappotto- Io vado, ciao bambini, ci vediamo domani.
Io li accompagno a scuola la mattina, Claudio li va a prendere quando escono, li porta a casa, li fa pranzare e poi aspetta che io torni. Quando se ne è andato di casa abbiamo passato brutti momenti: litigavamo ferocemente oppure non ci parlavamo proprio, ma questa incombenza l'ha sempre onorata. Gliene sono grata. Almeno come padre non è dei peggiori, ...come marito non posso dire altrettanto.
E' un bell'uomo, elegante e raffinato, ma è un uomo difficile, un uomo complicato. Ha la testa piena di sogni e di progetti. Io nel matrimonio mi sono sciolta e mi sono consumata, lui è rimasto se stesso, con tutti i suoi desideri e le sue speranze. E adesso non capisce perchè non può avere una fidanzata. Numi! Cattiva io...
Però in questo momento mi dispiace che sia scappato così di fretta, avverto ancora quel senso di gelo che ho provato davanti al mare. Avrei voluto parlarne con lui. Serro la porta e giro la chiave a doppia mandata. Dalla sala provengono il suono un po' fesso dei cartoni animati e la risata spiegata di Paolo, il piccolino.
attiminvolo alle 07:49 in:
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venerdì, 08 febbraio 2008
Arrivo in ufficio allo scadere delle otto, come Cenerentola apro il portone e divoro le scale a balzi per timbrare il cartellino sull'ultimo rintocco.
- Corri, Anna, corri che ce la fai - mi canzona Fabio , un collega che sta scendendo placido. Io non mi fermo, non ho tempo. Timbro e mi dirigo subito nel mio ufficio. Lavoro da diversi anni per una grande assicurazione, al secondo piano nell'Ufficio Tecnico.
Seduta alla scrivania c'è già la mia collega più anziana, Sonia.
Sonia sta sfogliando un quotidiano. - Hai visto Anna cosa c'è scritto qui? -
Mi sfilo il cappotto, appoggio la borsa sulla sedia e mi accosto a Sonia. -Dove?-
- C'è un articolo preoccupante. Dice che sta succedendo qualcosa. Dice che nel nostro paese stanno cambiando velocemente i parametri di pressione e umidità, a breve si prevede una catastrofe di un qualche tipo, forse una bufera, forse un terremoto... -
-Le solite esagerazioni- sorrido, poi mi siedo e comincio a lavorare.
Il tempo passa veloce. Alle 15 timbro di nuovo, esco dal grande portone, salgo in macchina e torno automaticamente a casa. Sono quasi arrivata quando mi scappa l'occhio al finestrino di sinistra. Oltre il muretto della spiaggia la solita sabbia ocra, il solito mare... Il solito ... mare. Pare ancora più basso e sfuggente del mattino. Lontano, più lontano del solito.
Fermo la macchina e scendo, osservo con meraviglia lo scenario gelato e deserto, il mare, la lunga battigia, il cielo spezzato di nubi, un vento che è come un presagio e una grande paura mi prende. Con urgenza risalgo in macchina e subito riparto. A casa, a casa subito.
attiminvolo alle 17:00 in:
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mercoledì, 06 febbraio 2008
Quando mi sveglio, ogni giorno, per prima cosa, apro le persiane. Devo vedere il mare. Lo guardo quando brilla, cobalto, sotto la luce rosata dell'alba, lo guardo anche ora che rotola verdastro sotto un cielo bianco, lo guardo ogni mattina perchè mi fa stare bene. Sospiro e con quell'aria mi esce fuori ogni rancore, ogni malinconia.
Solo dopo entro nella camera dei bambini. Li tocco, quando li chiamo. Una carezza, basta una carezza. A volte Marco salta su come una molla, si siede sul letto e "Sono sveglio" bofonchia, ma è una bugia... dentro dorme ancora. Paolo invece non risponde. Ci vogliono molte carezze per Paolo e qualche urlaccio pure. Ma alla fine si alza pure lui.
Dopo in casa mia è tutto un fuggi, fuggi. Prendi lo zaino, metti dentro la merenda, baci appiccicosi di marmellata e caffè caldo che fuma ancora. Fuori c'è il mare. Lo costeggio mentre guido piano, si agita freddo e melmoso sul mio lato destro. Strano. Stamattina è come se fosse lontano. Una bassa marea notevole....
attiminvolo alle 17:34 in:
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