capo 17
- Buongiorno! Dormito bene? -
Come risveglio non è affatto male, anche perché, oltre alla cortese domanda, mi arriva un meraviglioso aroma di caffè, che, infatti, Claudio stringe premurosamente tra le mani.
- Bene grazie. I ragazzi? Svegli?.-
- Sono in cucina e stanno facendo colazione. Penso che per le nove potremo partire. Se tutto va bene saremo da tua madre al massimo per mezzogiorno.-
Sento all'istante, mentre ancora lui ne parla, che io da mia madre non ci voglio andare. Ma come spiegarlo a Claudio? E soprattutto come convincerlo che è meglio che io non vada?
- ...Senti - comincio con prudenza, - ho pensato che devo risalire a cavallo ... -
- A cavallo? - fa lui, che non capisce.
- Sì, e devo farlo il più presto possibile. Tornare a casa intendo.-
- A casa? - Chiede.
-Sì, sai, il posto dove abito, quello dove io e i tuoi figli siamo stati aggrediti e rinchiusi nel sottoscala da un branco di psicopatici stranieri. Vorrei risistemare il casino che ci sarà, approfittando del sabato e della domenica. Riprenderne possesso, insomma.-
Mi guarda, per un attimo non dice niente, poi annuisce. - Va bene.
Forse è anche un pochino sollevato. La nottata trascorsa insieme, dunque, non comporterà nessun obbligo aggiunto, nessuna recriminazione e soprattutto niente ritorni di fiamma. Chissà se gli dispiace almeno un po'.
Non lo da a vedere comunque.
Ma io so che lui ci sarà sempre per me, ogni volta che io ne avrò bisogno. Semplicemente.
Anche per questo gli voglio molto bene; gliene vorrò sempre.






