lunedì, 26 maggio 2008
La mia casa aspetta. Silenziosa ed aristocratica, apatica e misteriosa, chiusa, buia, solitaria, aspetta. E' la mia solita vecchia casa. Ma ora non mi sembra neanche più la stessa. Snob e indifferente, immobile, segreta, oscura ed isolata, respira. L'ultima volta che ci siamo viste, l'ho abbandonata in fretta e furia, ma pare non averne risentito più di tanto. E' una vecchia signora, solo un po' in disordine, ma padrona di se stessa comunque.
Quando entro lascio la porta di casa aperta, per avere la luce che mi serve ad arrivare ad aprire una finestra. Poi parlo ad alta voce. Poi m'imbarazzo perchè ho parlato ad alta voce. Ma quando mi guardo tutto intorno e vedo le pantofole dei miei figli, i loro giochi, i miei quadri pieni di colori e il nostro disordine ovunque, finalmente la mia casa torna ad essere mia e allora chiudo la porta.
Pulisco. Cancello i segni, ristabilisco l'ordine, le priorità e i principi. Siamo sacerdotesse, noi donne, di una religione antica. Della famiglia siamo il perno ed in quanto perni siamo in perenne equilibrio ed in perfetta solitudine. Strofino i segni sul pavimento, riordino la cucina, ricostruisco.
E quando ogni cosa profuma, capisco che manca ancora qualcosa. Ora devo proprio andare in cantina...
attiminvolo alle 20:29 in:
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martedì, 20 maggio 2008
Con una testa nuova, così scoperta che l'aria mi accarezza la nuca ed io mi sento più leggera, saluto tutti ed esco fuori. Ragiono tra me e me su quello che ho saputo del mio misterioso straniero e intanto guido piano mentre mi dirigo verso la caserma dei Carabinieri.
- Buongiorno, maresciallo, vorrei riavere le chiavi di casa e sapere se posso tornarci con tranquillità. Avete scoperto qualcosa in merito all'aggressione che ho subito? -
- Guardi signora, il fatto è stato proprio strano. Non hanno rubato nulla, non le hanno torto un capello (nè a lei, nè ai bambini), non le hanno nemmeno detto nulla. Stiamo ancora cercando di capire cosa volessero veramente. Qualunque cosa fosse, però, sembra che l'abbiano asportata. Avrà il suo bel da fare a ripulire le strisce d'olio che le hanno lasciato sul pavimento. -
- Allora torno a casa...-
- Vada tranquilla, non credo che rivedrà mai più quei malviventi... Comunque ho intenzione di tenere sotto controllo la sua villetta almeno per qualche tempo. Si aspetti qualche visita a sorpresa...-
Sorrido - Bene, spero che avrò il piacere di offrire un caffè a chi di voi mi verrà a trovare..-
Poi riferisco al maresciallo quello che ho appena saputo e cioè che il presunto aggressore aveva effettivamente affittato un'abitazione dalla Sig.ra Scampini. Il maresciallo si stupisce di nuovo, prende nota del nome della signora in questione e mi promette aggiornamenti futuri.
Con la chiave di casa che mi brucia in mano lascio la Caserma dei Carabinieri.
attiminvolo alle 19:49 in:
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giovedì, 15 maggio 2008
Partenza! La mattinata trascorre svelta tra preparativi e raccomandazioni. Poi faccio un salto al negozio più vicino per comprare qualcosa che manca: fazzoletti di carta, dentrificio e spazzolini per tutti.
Mentre acquisto gli articoli che renderanno possibile la partenza inizio a sentire un peso nel petto. E' l'inizio di uno strappo che si sta consumando. Forse è soltanto che comincio a sentirmi già sola. E' insieme un misto di rimpianto con una punta di sollievo.
- Stupida - mi consolo -Sono solo due giorni! -
- Però...- mi stupisco - ....due giorni da sola... -
E invece lo sentono anche i bambini, lo strappo. Diventa evidente nei loro baci zuccherosi, così rari da un po' di tempo, nella loro stretta ruvida prima del distacco. Mi si strapazza l'anima. Finisce che li saluto tra le lacrime, mentre rimpiccioliscono all'orizzonte, due facce forsennate dentro ad un finestrino.
-Ciao, a presto.-
Riprendo fiato, asciugo una lacrima lunga, che spero nessuno abbia visto mentre scivolava in direzione del collo e assaporo un momento di vera libertà.
- Wow, al momento non sono responsabile di nessuno! -
La consapevolezza di avere davanti parecchio tempo da riempire mi eccita e mi spaventa. Decido di andare a tagliare i capelli: sarà perchè non ho poi tanta fretta di tornare a casa, oppure perchè in fondo ho voglia di stare in compagnia...
- Li voglio corti, corti - dico alla mia parrucchiera, che il sabato di solito lavora solo su appuntamento, ma, me, mi conosce da bambina e stavolta fa un'eccezione.
- Sei matta? Non se ne parla proprio. Poi lo so che ti penti.- ribatte inorridita.
- Taglia, taglia. Voglio una testina svelta ed arruffata . Ho deciso. Cambio look.-
E' mentre mi rilasso, sfogliando un giornale e chiacchierando del più e del meno con le vicine di poltrona che accade: dai loro discorsi viene fuori che conoscono il "mio" straniero. Di più, l'uomo ha davvero affittato, da una di loro, una villetta vicino alla mia, ma ora sembra sparito in fretta e furia. Volatilizzato...
CRONOTACHIGRAFO alle 20:36 in:
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domenica, 04 maggio 2008
Che strana quest'aria trasparente,
basta un secondo
a non sentir più niente.
Via la stanchezza,
via tutti i dolori,
sboccia la voglia,
improvvisa e seducente,
di correre un po' fuori.
Eppure, son sicura,
che proprio non è il caso
di correre sui prati
seguendo un'emozione.
Forse per via dei (pochi)
capelli bianchi,
forse perchè non vedo
tanto bene ... senza occhiali.
O forse solamente
per il dispetto
di questa vita
che mi ha lasciata indietro
a tradimento.
Quando di più mi divertivo,
infatti,
lei si è seduta ...
Così sono legata
a questa sedia sfortunata,
ma apro la finestra
e lascio entrare il sole
e l'aria trasparente:
l'odore della vita,
mica niente...
CRONOTACHIGRAFO alle 20:26 in:
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