lunedì, 20 ottobre 2008

Anche ...

Aforismi, come non essere d'accordo?

- Anche se sei sul binario giusto, vieni travolto se resti fermo seduto lì. (Will Rogers)

- Anche il caso ha le sue regole. (Novalis)

- Anche la logica è un atto di fede. (Ernst W. Eschmann)

- Anche l'amore è un lusso. (Albert Camus)

- Anche lo stolto, se tace, passa per saggio. (Salomone)

- Anche il male vuole solo il nostro meglio. (Nicolas De Malebranche)

- Anche il bene ha due lati: uno buono ed uno cattivo. (Lec, Stanislaw J.)

- Anche se ad una mucca dai da bere del cacao non mungerai cioccolata. (Stanislaw Lec)

- Anche un orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno. (Hermann Hesse)

- Anche l'imprevedibilità può diventare monotona. (Hoffer, Eric)

-Anche un solo capello fa la sua ombra. (Publilio Siro)


- Anche la miseria è un'eredità. (Bacchelli, Riccardo)

- Anche i ricchi sono infelici. (Giovanni Paolo II)

- Anche l'occhio vuole la sua parte. (Anonimo)

- Anche la groviera ha i buchi, e non si lamenta. (Antonio de Curtis)

- Anche una goccia ha bisogno di un tempo per cadere. (Anonimo)

A proposito avete notato anche voi che in qualunque posto si vada il ritorno è sempre più veloce dell'andata? Curioso, no?


CRONOTACHIGRAFO alle 17:02 in: volo a vite
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lunedì, 22 settembre 2008

geografia applicata

UrbanoSe fossi una biglia,
vagante su un piano inclinato,
farei meno strade.

O forse sto solo cercando
un tesoro nascosto
tra pietre romane
e lastrici antichi.

Magari ti sfioro
passandoti accanto
e tu non lo sai.

Magari domani
ti fermo
e ti chiedo chi sei
attiminvolo alle 19:02 in: volo a vite
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lunedì, 14 gennaio 2008

la libertà degli altri

La libertà degli altri
di essere se stessi
ha rovinato,
un giorno,
 la mia vita.

Non me ne dolgo affatto
ne' me ne pento punto,
soltanto vorrei dire a chi ora gode:
"sovente precipitevolmente cade
colui che precipitosamente sale!"

Ma anche a raccontar questo concetto
suppongo una carenza nell'effetto...
"vuolsi così colà dove si puote"
è la granitica risposta che mi aspetto.

 Non pare nemmeno che capisca
l'ironico mio detto
colui che del buon senso
strazia l'intrinseco rispetto.

Del resto non ha mai capito
che un po'di leggerezza,
bonaria e sorridente,
stemperebbe almeno
il melodramma
che recita ogni giorno
per la soddisfazione
della "mamma"...


(tre parole, di 4, 2 e 7 lettere :-)


attiminvolo alle 20:34 in: volo a vite
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lunedì, 30 gennaio 2006

 L’asfalto lucido brilla alla luce dei lampioni. Una ragazza corre. I suoi tacchi echeggiano nel silenzio della notte. Si stringe addosso un’impermeabile nero e abbraccia con foga una piccola borsa.Ogni tanto si volta: qualcuno la insegue.Ma non è ancora tanto vicino da essere visibile. La ragazza ansima e corre più forte.Ticchetta, ticchetta e il suo cuore batte,batte. Ora sembra inciampare ed è così fragile e flessuosa che sembra sul punto di spezzarsi.

La strada in realtà  non porta da nessuna parte. Così finisce, ad un certo punto, in un vicolo cieco. La ragazza ora sembra proprio terrorizzata. Bussa ad una porta chiusa, urla e cerca aiuto dietro le imposte di una finestra sbarrata. Ma la presenza si avvicina e lei arretra. La sagoma che s’ingrossa la spinge ad arretrare ancora. La ragazza stringe frenetica la sua borsa. Poi parla e ha una voce spezzata, sincopata, esitante.”Non farmi del male. Ti prego.” Ma l’ombra scura scoppia in una risata roca .

Allora la ragazza annuisce rassegnata, lascia cadere la borsa e comincia a slacciarsi l’impermeabile e lo fa con deliberata lentezza, indugiando nel far scivolare ogni singolo bottone dentro e fuori dall’asola. E poi si scrolla l’indumento di dosso senza apparente contrarietà. L’uomo la guarda sbalordito. Ma lei prosegue. Slaccia la gonna e la sfila, con un movimento elegante delle anche, sbottona la camicia con calma e padronanza.Quando anche la camicia scivola a  terra rivelando un corpo sodo e tonico, l’uomo avverte un’ improvvisa vertigine, come un senso di pericolo nascosto nella  disinvoltura di lei  e così comincia ad indietreggiare, non sa più cosa pensare.

Ma  lei non gli permette di sottrarsi e lo affronta apertamente. Si è sfilata una calza, lo raggiunge e la getta di traverso attorno al suo collo ( che ha un sussulto ), ne afferra l’altra estremità e stringe. Lui si china, lei stringe ancora e lui si inginocchia. Anche così lui è alto quasi come lei. “Allora dovrò fartene io” gli sussurra all’orecchio.Un languore lo coglie, il desiderio di farsi fare qualunque cosa lei voglia, così non si ribella. E allora lei tirandolo per quel cappio di nailon gli solleva il mento e lo morde sul collo con forza e desiderio. Il sangue  scorre in piccoli rivoli sottili. L’uomo sgrana gli occhi. Ma lei stringe e non lo lascia, non prima di averne avuto abbastanza. Solo allora si riveste velocemente, senza nemmeno degnare di uno sguardo  la figura riversa sul selciato. Ma prima di andarsene si gira e gli da un’occhiata veloce “Beh, grazie” gli dice “ Sangue dei migliori”

Ma la figura riversa spalanca gli occhi, che brillano di un giallo che non è umano, poi si solleva su un gomito “Felice di averti accontentata” Ringhia con voce profonda.”Direi che adesso tocca a me.” e con un balzo mostruoso si para di nuovo davanti alla ragazza. Lei lo osserva finalmente con attenzione. L’uomo ha tratti animaleschi, è ricoperto da una fitta peluria, i denti scintillano acuminati. La ragazza considera, oltre il suo corpo massiccio, proprio dietro al suo viso dalle fattezze canine una luna rotonda, gigante e piena, che riverbera di giallo ogni cosa. “Va bene” gli dice stringendoglisi contro. “la prossima volta mi sbrani tu...adesso però andiamo a casa”

attiminvolo alle 14:05 in: racconti, volo a vite
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